Bollini e bollori
Oggi signori e signore si parla di #bollini. Sono blu, verdi o gialli? Dove si trovano? Negli uffici della #regione, del #comune o li detiene qualche misteriosa entità aliena? A cosa servono? Qual’ è il valore di un #bollino? A queste e altre domande cercheremo di dare risposta. Il perchè lo facciamo è presto detto, ci siamo resi conto che su questo tema c’è un’enorme confusione, la quale unita alla solita disinformazione e alla tipica limpidezza cristallina delle leggi all’italiana ha creato un’enorme #caos, tanto enorme che perfino noi professionisti a volte ci troviamo in difficoltà.
Ultimamente se ne leggono di tutti i colori e quindi abbiamo deciso di dire anche noi la nostra, l’idea è quella di fare (o almeno tentare di fare) chiarezza nella questione in modo chiaro e comprensibile a tutti , in pieno stile sonoalfreddo.it insomma.
Prima di tutto il colore : ebbene i bollini non hanno un colore predefinito. Molti li chiamano “bollino blu” probabilmente perché a #Roma si chiamano (o si chiamavano?) proprio così.
Poi facciamo chiarezza sull’importo: NON C’E’ un’ importo fisso e universale per i bollini, varia (variava?) infatti a seconda della potenza della #caldaia.
Infine dove compra il tecnico questi benedetti bollini : ebbene anche per questo punto la risposta è che NON C’E’ un ente unico che rilascia i bollini che sia valido per tutta #Italia.
Che dire dunque? Converrete con noi che è davvero un bel #casino. Fortunatamente però alcune certezze ci sono. Anzitutto cosa sono questi fantomatici bollini perchè sono stati inventati e a cosa servono: i bollini sono (erano?) in tutto e per tutto una #tassa, si proprio così. I #bollini infatti sono stati istituiti come contributo per l’adeguamento e la gestione del catasto degli impianti termici e per finanziare i costi di accertamento e le ispezioni sugli impianti stessi. Il tutto per dare attuazione a quanto previsto dal mitico D.P.R 74/2013 che semplicemente è la legge che (dal 2013 appunto) definisce i criteri generali in materia di esercizio, conduzione, manutenzione e ispezione degli impianti termici, in pratica il vangelo, la #sacra #legge #suprema a livello nazionale per noi professionisti del settore #termotecnico.
Tutto chiaro insomma? No? C’era da immaginarselo, riassumiamo quindi : il #governo fa una legge che dispone che ogni regione si doti di un “catasto regionale degli impianti termici” e che vi siano tecnici che a campione eseguano ispezioni sugli impianti delle persone, come si finanzia tutto questo? Con i bollini appunto.
Roba da far girare la testa e non solo quella.
A oggi sono pochissime le regioni che si sono dotate del catasto elettronico ad esempio c’è in Lombardia e in Veneto dove si chiama C.I.R.C.E per gli amici (che sta per catasto impianti rapporto controlli efficienza).
A questo punto vi chiederete perché abbiamo spesso messo tra parentesi un tempo verbale all’imperfetto, ebbene c’è una precisa spiegazione che ci eravamo tenuti per il finale.
Pronti per lo #scooop, rullo di #tamburi, ebbene : in Veneto a esempio il famoso bollino NON E’ PIU’ NECESSARIO e lo dice in modo incontrovertibile una precisa circolare regionale che è stata inviata a tutti gli operatori del settore, volendo citare testualmente in detta circolare si dice:
”è nell’esclusiva competenza della Regione Veneto istituire o meno il contributo in argomento, finalizzato all’adeguamento e gestione del catasto degli impianti… si precisa che l’autonoma applicazione di un contributo a carico dei Responsabili di impianti termici da parte di enti di indirizzo, senza una specifica disposizione regionale in materia, NON appare rispondente al dettato normativo statale.“
Se adesso vi sembra che la #questione sia confusa consolatevi, prima era pure peggio, il bollino infatti era materia di competenza provinciale e quindi in Veneto ad esempio c’erano 5/6 tipi di bollini (Rovigo città aveva il suo, Rovigo #provincia ne aveva un altro, Venezia aveva i suoi e così Verona, Padova ecc. tutti di colori e valori variabili), ognuno rilasciato da un diverso ente, provate a immaginare che razza di incubo era per chi, come noi, opera sulle caldaie in diverse regioni d’ Italia.
Concludiamo quindi con quello che vuole essere il valore aggiunto che vogliamo trasmettere ai nostri #utenti con questo #articolo : se non avete un vostro tecnico di fiducia che vi segue la manutenzione della caldaia da sempre (che deve essere un tecnico abilitato ai sensi del D.M. 37/2008) e del quale vi fidate ciecamente perché sapete che si informa e si aggiorna in maniere continua, allora non avete scelta, se volete essere sicuri di eseguire correttamente la manutenzione della vostra caldaia DOVETE OBBLIGATORIAMENTE informarvi presso i competenti uffici regionali della vostra regione di residenza o meglio presso gli uffici della regione dove è installata la vostra caldaia.
Purtroppo, come in molti altri casi, non #informarsi ormai non è più possibile e certamente non funziona come scusa in caso di #problemi.
Ciao a tutti .